Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /home/studiomassa/public_html/plugins/system/gantry/gantry.php on line 406

Warning: "continue" targeting switch is equivalent to "break". Did you mean to use "continue 2"? in /home/studiomassa/public_html/plugins/system/t3/includes/menu/megamenu.php on line 141
Know How - Ing Massimo M. Massa

Studio di ingegneria forense

Know how

Si presenta il know-how dello studio in relazione ai seguenti ambiti principali:

- Ricostruzione della dinamica dei sinistri stradali (Infortunistica dei veicoli terrestri);

- Infortunistica sul lavoro e nei cantieri;

- Danni a fabbricati e strutture;

- Appalti, espropri e urbanistica.

 

Ricostruzione della dinamica dei sinistri stradali (Infortunistica dei veicoli terrestri)

La ricostruzione di un incidente stradale consiste nella valutazione delle modalità di accadimento dell'evento, nell'identificazione dei fattori, sia essi comportamentali, meccanici o relativi alle infrastrutture o alle condizioni della circolazione, legati da un nesso di casualità con l'evento occorso, nella valutazione della compatibilità tra i danni alle persone e mezzi ed il sinistro e nella valutazione se comportamenti alternativi, ad esempio rispettosi del Codice della Strada, sarebbero stati sufficienti ad evitare l'incidente. Il tutto i compendia nelle fasi di ricostruzione cinematica, di compatibilità e di evitabilità.

Per effettuare qualsiasi valutazione è quasi sempre indispensabile ricostruire per prima cosa la cinematica dei veicoli e delle persone coinvolte. Il processo di ricostruzione di un incidente stradale, come tutte le tecniche di "failure analysis" (analisi degli errori), è paragonabile ad un processo investigativo in cui, a fronte di una serie di "indizi" e cioè dei dati rilevati sulla scena del sinistro e tutte le altre informazioni utili (posizioni di quiete dei veicoli, tracce varie, deformazioni permanenti, ecc.), si devono individuare possibili scenari (posizioni, velocità, accelerazioni dei veicoli e degli occupanti, comportamenti di guida, ecc.), il più possibile realistici e congruenti con i vincoli imposti dall'insieme dei dati di partenza. La maggiore o minore probabilità che uno scenario sia vicino alla "realtà", dipende in larga misura dal grado di rispetto dei vincoli imposti.

Uno scenario è tanto più probabile quanto gli elementi a disposizione trovano una loro corretta giustificazione in un quadro coerente.La ricostruzione della dinamica di un sinistro stradale coinvolge competenze ingegneristiche multidisciplinari e richiede diversi metodi di analisi, le cui procedure e sequenze possono essere diverse da incidente a incidente. Le fasi tipiche principali che possono essere affontate separatamente nella ricostruzione sono la fase pre-urto (che va dalla percezione del pericolo al momento in cui i veicoli vengono in collisione tra loro o con altri ostacoli), la fase di urto (che comprende tutta la fase in cui i veicoli rimangono a contatto tra di loro o con altri ostacoli) e la fase post-urto (che va dal momento in cui sui veicoli cessano le azioni esterne provenienti da altri veicoli od ostacoli, fino al raggiungimento della posizione di quiete o fino al momento in cui si verifica un successivo urto).

In ciascuna delle suddette fasi i veicoli coinvolti nell'incidente sono soggetti a forze ed azioni diverse, esercitate sia dall'ambiente esterno che dal conducente stesso attraverso manovre sui comandi del veicoli. L'approccio classico per ricostruire le evoluzioni dei veicoli e i comportamenti di guida dei conducenti nelle varie fasi e anche per risalire alle cause del sinistro, consiste nel procedere a ritroso nella sequenza temporale dell'evento, analizzando prima la fase post-urto, poi quella di urto ed infine quella pre-urto (backward simulation). L'analisi di ogni fase fornisce come output i dati di ingresso per l'analisi della fase successiva.

Lo studio in questo settore vanta un'esperienza pluridecennale accompagnata anche dal costante aggiornamento effettuato nell'utilizzo dei software di ricostruzione dinamica dei sinistri stradali come strumenti di analisi e di verifica delle possibili ipotesi ricostruttive derivanti dagli elemementi di indagine.

 

Infortunistica sul lavoro e nei cantieri

L'infortunio sul lavoro è l'evento traumatico avvenuto sul posto di lavoro, o anche semplicemente in occasione di lavoro, che comporta l'impossibilità di svolgere attività lavorativa per più di tre giorni. Si tratta del sintomo più evidente del mancato rispetto degli obblighi di prevenzione previsti per tutelare la salute dei lavoratori. La legge prevede una specifica assicurazione obbligatoria per indennizare i lavoratori che copre anche gli infortuni che si verificano nel tragitto per recarsi sul luogo di lavoro o da esso ritornare a casa (caso dell'infortunio in intinere). Un caso particolare di modalità di lavoro è il cantiere, ambiente di lavoro complesso che presenta una molteplicità e variabilità di rischi sia per chi lavora sia per chi viene a contatto con l'area dei lavori a qualsiasi titolo.

L'infortunio sul lavoro comporta una lesione dell'integrità psicofisica del lavoratore ed è sanzionato dalla legge attraverso i reati di lesioni colpose e omicidio colposo, per i quali sono chiamati in caso datore di lavoro e addetti alla sicurezza sul luogo di lavoro che hanno l'onere di dimostrazione la corretta osservanza delle regole e dei comportamenti che impongono l'adozione di efficaci misure di sicurezza per la tutela e la salute sul luogo di lavoro. Per omicidio colposo e lesioni colpose oltre i 40 gg di prognosi l'azione penale viene esercitata d'ufficio dal Procuratore della Repubblica, per eventi lesivi più lievi invece è necessaria una querela da parte dell'infortunato.

In Italia la salute e la sicurezza sul lavoro sono regolamentate dal D.Lgs n. 81 del 9/4/2008 (T.U. in materia di salute e sicurezza sul lavoro) e da relative disposizioni correttive (D.Lgs. 3/8/2009 n.106) e da successivi ulteriori decreti. Il T.U. risulta affiancato da tutta una serie di normative e regolamenti a carattere tecnico per ogni singola tipologia di lavorazione, normative a carattere europeo in continua evoluzione ed aggiornamento.

 

Danni a fabbricati e strutture

La tematica dei danni a fabbricati civili e pubblici e a strutture in genere, ricade nella più ampia casistica dei danni a beni e cose ampiamente trattati dal codice civile italiano.

L’analisi dei crolli e dei dissesti strutturali è il classico caso di applicazione del reverse engeneering. Nel caso di crolli e dissesti imputabili ad eventi eccezionali, come terremoti, uragani, incendi, o esplosioni, fra le possibili cause dell’evento riveste un ruolo rilevante la modellazione dello scenario di carico; nel caso dei crolli “spontanei”, invece, le cause sono più spesso da ricercare fra gli errori progettuali, difetti di esecuzione, insufficiente resistenza o durabilità dei materiali, uso improprio, vetustà. Pertanto l’osservazione di un collasso strutturale “spontaneo” impone la ricerca di fenomeni e comportamenti indebitamente trascurati, l’interpretazione dell’inefficacia del modello, stimola l’esame critico di ipotesi e processi deduttivi e fornisce una moltitudine di informazioni, spesso più affidabili ed accurate di quelle fornite dalla sperimentazione in laboratorio su prototipi in scala, o dal monitoraggio di strutture in condizioni di esercizio. Nonostante la rilevanza dello studio di questi temi, solo negli ultimi anni e grazie al contributo della Facoltà di Ingegneria di Napoli e di Firenze, gli argomenti sono stati codificati e sono state appositamente create delle metodologie per affrontare le singole cause con una stessa procedura di indagine, volta a determinare dagli effetti, le cause (principali e secondarie) e le relative responsabilità.

Tra i danni più frequentemente sottoposti ad analisi da parte di un consulente tecnico possiamo elencare l’incendio, il cedimento totale e parziale di strutture civili, l’allagamento dovuto sia ad aventi eccezionali che a piogge più o meno intense, gli effetti di una frana.

Per queste tipologie di evento, oltre alla ricerca dei profili di responsabilità che sono nella preponderanza dei casi, profili multipli, risulta di fondamentale importanza la valutazione del danno, che va effettuata secondo gli standard di valutazioni europei.

 

Appalti di opere pubbliche

Durante l'esecuzione delle opere pubbliche, analogamente a quanto si verifica negli appalti privati, possono generarsi controversie tra il committente e l''appaltatore. Il contenzioso può instaurarsi per i motivi più vari e in particolare per la diversa interpretazione di prescrizioni contrattuali, per una illegittima sospensione dei lavori, per le varianti alle opere appaltate, per il concordamento di nuovi prezzi. In generale ogni errore progettuale, che abbia effetti macroscopici a livello di esecuzione dei lavori o il qualsiasi non rispetto di una normativa o di un vincolo (che può essere a carattere urbanistico, della sovrintentenza, stradale, cimiteriale, geotecnico, idraulico) può portare oltre a maggiori costi anche all'innescarsi della fase "patologica" dell'appalto con il conseguente ritardo nella realizzazione e nella fruizione dell'opera, oppure un peggioramento della qualità della stessa, o nei casi peggiori un rinvio definitivo alla realizzazione.

Il riferimento normativo "madre" è il D.Lgs. 12/4/2006 n.163 - Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, ma nel seguente ambito si incrociano anche altre materie, quali la stima dei danni nella veste della lesione della lesione dell'utile di impresa, e una serie di profili di responsabilità e rapporti pubblico/privato molto complessi che richiedono spesso un lavoro di equipe tra avvocati e ingegneri forensi per coniugare i disposti di legge a dati prettamente tecnici.

Compito fondamentale del consulente tecnico in questo tipo di contenzioso è discernere l'ammissibilità sia tecnica che formale delle richieste dell'impresa appaltatrice (anche nel merito dei danni richiesti) in base alla tipologia di contratto e alle fasi di sviluppo del cantiere.

 

Urbanistica ed espropri

Le procedure di esproprio conducono spesso a contenziosi in misura del contrasto di esigenze tra espropriato ed espropriante spesso in relazione alla determinazione dell’indennità di esproprio. Nella storia delle espropriazioni si sono susseguite numerose filosofie e metodi per il calcolo di detta indennità che poi sono confluite e si sono definitivamente aggiornate nel Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità (D.P.R. 327/2001).

Le procedure annose e complesse dal punto di vista burocratico e la stessa determinazione della corretta indennità di esproprio non possono prescindere dal conoscere la storia urbanistica e pianificatoria dell’area oggetto di esproprio oltre a competenze in estimo agrario e immobiliare. 

 

L'infortunio sul lavoro è l'evento traumatico, avvenuto per una causa violenta sul posto di lavoro o anche semplicemente in occasione di lavoro, che comporta l'impossibilità di svolgere l'attività lavorativa per più di tre giorni. Si tratta del sintomo più evidente del mancato rispetto degli obblighi di prevenzione previsti per tutelare la salute dei lavoratori. La legge prevede una specifica assicurazione obbligatoria per indennizzare i lavoratori che subiscono uno di questi eventi e che copre anche gli infortuni che si verificano nel tragitto che il lavoratore compie per recarsi sul luogo di lavoro o per rientrare a casa (il c.d. infortunio in itinere).

Un caso particolare di modalità lavorativa è il cantiere che è un ambiente di lavoro complesso che presenta una molteplicità e variabilità di rischi sia per chi ci lavora, sia per coloro che vengono in qualche modo a contatto con l’area dei lavori.

L’infortunio sul lavoro, per definizione, comporta sempre una lesione dell’integrità psicofisica del lavoratore.
Queste ipotesi sono anche sanzionate dalla legge penale attraverso i reati di lesioni colpose e di omicidio colposo (nei casi, più gravi, nei quali all’evento lesivo segue la morte del lavoratore).
In entrambi i casi la colpa del datore di lavoro (o degli addetti alla sicurezza sul luogo di lavoro) consiste nella mancata osservanza delle regole che impongono l’adozione di efficaci misure di sicurezza per la tutela della salute sul luogo di lavoro.


Nel caso di omicidio colposo, l’azione penale viene esercitata d’ufficio dal Procuratore della Repubblica non appena viene informato del fatto.


Le lesioni colpose, invece, per essere perseguite necessitano in linea di massima di una denuncia (la c.d. querela) da parte dell’infortunato.


Tuttavia, la legge prevede che nei casi di infortunio più gravi, se la prognosi porta a ritenere che la malattia avrà una durata superiore a 40 giorni, il Procuratore della Repubblica – che deve essere comunque informato dall’INAIL – è tenuto ad esercitare l’azione penale d’ufficio (senza quindi che sia necessaria una querela da parte dell’infortunato).

 

In Italia la salute e la sicurezza sul lavoro sono regolamentate dal Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, anche noto come Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, entrato in vigore il 15 maggio 2008, e dalle relative disposizioni correttive, ovvero dal  Decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106 e da successivi ulteriori decreti. 

Il testo Unico è comunque affiancato da tutta una serie di norme correlate e regolamenti specifici per ogni singola tipologia di lavorazione, normative a carattere europeo in continua evoluzione ed aggiornamento.

 

 

 

 

 

danni a fabbricati e strutture

La tematica dei danni a fabbricati civili e pubblici e a strutture in genere, ricade nella più ampia casistica dei danni a beni e cose ampiamente trattati dal codice civile.

L’analisi dei crolli e dei dissesti strutturali è certamente una delle maggiori fonti di conoscenza per un progettista e nel caso della perizia a causa di un evento dannoso è il classico caso di applicazione del reverse engeneering. Nel caso di crolli e dissesti imputabili ad eventi eccezionali, come terremoti, uragani, incendi, o esplosioni, fra le possibili cause dell’evento riveste un ruolo rilevante la modellazione dello scenario di carico; nel caso dei crolli “spontanei”, invece, le cause sono più spesso da ricercare fra gli errori progettuali, difetti di esecuzione, insufficiente resistenza o durabilità dei materiali, uso improprio, vetustà. Pertanto l’osservazione di un collasso strutturale “spontaneo” impone la ricerca di fenomeni e comportamenti indebitamente trascurati, l’interpretazione dell’inefficacia del modello, stimola l’esame critico di ipotesi e processi deduttivi e fornisce una moltitudine di informazioni, spesso più affidabili ed accurate di quelle fornite dalla sperimentazione in laboratorio su prototipi in scala, o dal monitoraggio di strutture in condizioni di esercizio. Nonostante la rilevanza dello studio di questi temi, solo negli ultimi anni e grazie al contributo della Facoltà di Ingegneria di Napoli e di Firenze, gli argomenti sono stati codificati e sono state appositamente create delle metodologie per affrontare le singole cause con una stessa procedura di indagine, volta a determinare dagli effetti, le cause (principali e secondarie) e le relative responsabilità.

Tra i danni più frequentemente sottoposti ad analisi da parte di un consulente tecnico possiamo elencare l’incendio, il cedimento totale e parziale di strutture civili, l’allagamento dovuto sia ad aventi eccezionali che a piogge più o meno intense, gli effetti di una frana.

Per queste tipologie di evento, oltre alla ricerca dei profili di responsabilità che sono nella preponderanza dei casi, profili multipli, risulta di fondamentale importanza la valutazione del danno, che va effettuata secondo gli standard di valutazioni europei.

 

appalti

Durante l’esecuzione delle opere pubbliche, analogamente a quanto si verifica negli appalti privati, possono generarsi controversie tra il committente e l’appaltatore. Il contenzioso può instaurarsi per i motivi più vari e, in particolare, per la diversa interpretazione di prescrizioni contrattuali, per una illegittima sospensione dei lavori, per le varianti alle opere appaltate, per il concordamento di nuovi prezzi.

In generale ogni errore progettuale che abbia effetti macroscopici a livello di esecuzione dei lavori o il qualsiasi non rispetto di una normativa o di un vincolo (che può essere a carattere urbanistico, della sovrintendenza, stradale, cimiteriale, geotecnico) può portare oltre a maggiori costi anche alla fase “patologica” dell’appalto con il conseguente ritardo nella realizzazione e nella fruizione dell’opera, oppure un peggioramento della qualità della stessa, o nei casi peggiori un rinvio indefinito alla realizzazione.

Il riferimento normativo “madre” e il DECRETO LEGISLATIVO 12 APRILE 2006 N. 163 - Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, ma nel seguente ambito si incrociano anche altre materie, quali la stima dei danni nella veste anche della lesione dell’utile di impresa, e una serie di profili di responsabilità e rapporti pubblico/privato molto complessi che richiedono in alcuni casi un lavoro di equipe tra avvocati e tecnici per coniugare disposti di legge a dati prettamente tecnici

Compito del consulente tecnico in questo tipo di contenzioso è la capacità tecnica di discernere l’ammissibilità o meno delle richieste dell’impresa appaltatrice (anche nel merito dei danni richiesti).

 

urbanistica ed espropri

Le procedure di esproprio conducono spesso a contenziosi in misura del contrasto di esigenze tra espropriato ed espropriante spesso in relazione alla determinazione dell’indennità di esproprio. Nella storia delle espropriazioni si sono susseguite numerose filosofie e metodi per il calcolo di detta indennità che poi sono confluite e si sono definitivamente aggiornate nel Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità (D.P.R. 327/2001).

 

Le procedure annose e complesse dal punto di vista burocratico e la stessa determinazione della corretta indennità di esproprio non possono prescindere dal conoscere la storia urbanistica e pianificatoria dell’area oggetto di esproprio oltre a competenze in estimo agrario e immobiliare.

Questo sito web utilizza cookies tecnici interni e di profilazione forniti da terze parti così come specificato nella nostra informativa sui cookies. Visitando le nostre pagine, cliccando sui links o rimanendo sul sito accetti interamente le nostre condizioni d'uso dei cookies. Qualora tu non fossi d'accordo con questo dovresti abbandonare immediatamente questo sito.